Il Tredicesimo Segno

Scampati alla fine del mondo ed al Natale, ci aspettano i classici giorni di fine anno, da passare tra le consuete riflessioni sul passato e le aspettative sul futuro. Costante invariabile di tutti gli anni sono le previsioni astrologiche, che seppure non hanno alcuna rilevanza scientifica meritano comunque un attimo di riflessione.

E’ davvero interessante notare che le costellazioni della linea zodiacale non sono 12, ma 13. La misteriosa costellazione mancante è quella dell’Ofiuco, situata tra lo Scorpione ed il Sagittario.  E’ una costellazione prettamente estiva, che si affaccia sulla linea immaginaria dell’eclittica, cioè quella demarcazione ipotetica dove giacciono tutte le costellazioni ed i pianeti del sistema solare.

 

La costellazione di Ofiuco (clicca per ingrandire)

Gli astrofili, cioé gli appassionati di astronomia, conoscono molto bene Ofiuco perché ospita un meraviglioso ammasso globulare, M10, scoperto nel XVIII secolo dall’astronomo  francese Charles Messier.  L’oggetto è visibilissimo anche con un comune binocolo ed appare in forma di una stupenda biglia lattiginosa. Dista 14300 anni luce ed è abbastanza luminoso: con la sua magnitudine apparente di 6.4 si può scoregere anche ad occhio nudo, nelle serate più cristalline e buie.

Gli astrologi, a loro volta, sostengono che la presenza di Ofiuco non demolisca l’impianto astrologico perché i segni zodiacali restano 12, applicando una distinzione tra segno e costellazione (un filino artificiosa, ma tant’è). I segni sono infatti il prodotto della divisione del circolo dell’eclittica in 12 sezioni di larghezza uguale, pari a trenta gradi l’una (360°/12 = 30°).   Le stesse costellazioni non occupano una porzione di eguale misura sull’eclittica. Lo Scorpione, ad esempio, tocca l’eclittica per una manciata di gradi, meno di un terzo dei Pesci.

Sebbene discutibile scientificamente, l’astrologia ha però una forte valenza culturale per l’emisfero occidentale. E’ una tradizone molto antica, che dobbiamo ai babilonesi e che è stata fortemente influenzata dalla cultura ellenistica.  Negli oltre duemila anni dal suo radicamento nella cultura occidentale, gli effetti della precessione degli equinozi sono ormai evidenti e i segni zodicali si sono spostati proprio di una trentina di gradi, con l’effetto di aver cambiato la sovrapposizione tra segno e costellazione. In pratica, ad oggi, il segno dell’Acquario corrisponde più o meno completamente con la costellazione dei Pesci, Ariete con Toro e così via.

L’astrologia, sebbene completamente irrilevante dal punto di vista scientifico, resta comunque molto interessante dal punto di vista culturale. Come diceva Bertrand Russell, non è importante quanto sia veritiero un certo impianto filosofico (o anche consuetudine data dalla cultura locale), ma che questo risponda al bisogno dell’uomo che l’ha generato. Ci torneremo su.

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Una risposta a Il Tredicesimo Segno

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