Identikit dell’intollerante secondo la ricerca Ipsos-Mori

La-protesta-a-San-Ferdinando-07-200x200Dopo i drammatici fatti di Rosarno, in cui un carabiniere ha ucciso il migrante che lo ha accoltellato nel centro di accoglienza allestito presso la tendopoli di San Ferdinando, torna il tema dell’immigrazione e dell’uso distorto che se ne fa, per macinare consensi.

La strategia è sempre la stessa: usare l’immigrazione come veicolo di facile consenso. E, a quanto pare, la strategia funziona perfettamente. Dopo l’uccisione del migrante e le inevitabili proteste la Lega e Salvini hanno chiaramente usato questo leit motiv per incassare ulteriore consenso, vitale per le elezioni in corso.

Esattamente un anno fa abbiamo pubblicato la ricerca di Ipsos-MoriPerceptions are not reality: things the world gets wrong”, in cui si confrontano 14 paesi sulla percezione di nove fenomeni sociali, tra cui figura anche l’immigrazione. Ne è emerso che l’Italia si è classificata prima per percezione distorta del reale.

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Una delle aree di investigazione della ricerca consisteva nel far stimare la percentuale di immigrazione nel paese, per poi confrontare i dati reali, presi dagli istituti statistici di ciascuna nazione, l’ISTAT per l’Italia.

Accade, putroppo, che a questa domanda:

Quanto pensi che valga la percentuale di immigrati in Italia (cioè di residenti in Italia non nati nel nostro paese) ?

solamente una piccola parte di italiani è in grado di rispondere in modo aderente al reale. I dati di immigrazione, infatti, riportano un tasso in Italia pari al l 7%, inferiore alla maggior parte dei paesi d’Europa. Abbiamo infatti Francia e Belgio al 10%, Germania e Inghilterra al 13%, Spagna al 12% e Svezia ben 16%.

Quando, un anno fa, è stato pubblicato l’articolo – anche su questo blog – i commenti sui Social sono stati decisamente interessanti. Il commento più gettonato è stato di riduzione al dato falso, ovvero che la ricerca porta dati falsi perché vuole indurre a pensare che il fenomeno dell’immigrazione sia minore di quello che è in realtà.

E’ allarmante constatare come pochi abbiano compreso che la ricerca non verte sul dato, quello è fonte ISTAT, ma sulla facoltà di comprensione del dato. E il fatto che si tenti di smentirla negando il dato, quando appunto la ricerca non è sul dato statistico, dimostra proprio che le conclusioni della ricerca sono corrette: ovvero che è in atto un processo di distorsione della percezione del reale.

Ci siamo occupati più volte di analfabetismo funzionale, ma è – a questo punto – importante riportare le conclusioni dello studio OCSEPisa del 2008 per cui solamente un italiano su quattro è in grado di usare il linguaggio per comprendere il testo a parole proprie e riassumerlo in modo aderente al contenuto originale.

Così mentre i media continuano a martellare sull’immigrazione che è, di fatto, in linea se non inferiore al resto d’Europa, la popolazione italiana sembra essere convinta che siamo di fronte ad una orda di migranti che odiano il nostro paese perché è razzista. Il paradosso è che le persone che hanno una visione distorta del fenomeno immigrazione se la prendono con gli immigrati perché li accusano, appunto, di razzismo.

Ad un anno di distanza dalla pubblicazione della ricerca vale la pena ricapitolare i fattori socio-economici che portano alla sovra-stima del fenomeno, perché dovrebbero far riflettere soprattutto rispetto al linguaggio, toni e contenuti utilizzati da una parte dei partiti politici che intendono cavalcare l’onda dell’intolleranza.

La ricerca IPSOS-Mori oltre a chiedere di stimare la percentuale di immigrazione, raccoglie i dati relativamente all’istruzione e al reddito, suddivise in tre fasce (alta, media, bassa), fasce di età e sesso.

Il quadro che ne scaturisce sarebbe lampante, eppure di riflessioni se ne vedono ben poche. A sovrastimare il fenomeno dell’immigrazione sono le persone che presentano uno o più di questi fattori: bassa educazione, basso reddito e – purtroppo – con prevalenza di giovani e donne.

E così che le persone di bassa scolarizzazione o basso reddito tendono a sovrasimare l’immigrazione dal 7% reale fino a ben oltre il 30%. Un giovane su cinque pensa che abbiamo il 40% di immigrati, le donne stimano l’immigrazione, di nuovo, al 30% ed oltre.

Una situazione chiarissima, su cui sia i singoli individui che le persone che hanno la responsabilità di guidare la nazione dovrebbero riflettere con estrema attenzione.
-> Vai all’articolo sulla ricerca Ipsos-Mori 

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