Italia: è escalation xenofoba ?

chidinamdiI temi dell’integrazione, razziale, della disabilità, inerenti all’orientamento sessuale sono molto cari a questo blog. Blog che, per essere veramente di istigazione alla conoscenza deve necessariamente collocarsi in uno spazio alternativo alla informazione ordinaria.

E’ già da diverso tempo che, cifre e dati alla mano, stiamo provando a raccontare che non siamo in presenza di una invasione “dello straniero” e a fronteggiare l’assoluta emergenza culturale in cui versa il nostro paese,con il 47% di analfabeti funzionali. E il blog è pure visitato, segno di un sicuro interesse all’approccio divulgativo di LidiMatematici. Il ruolo di un blog di divulgazione è cruciale, sicuramente non semplice: non è certo immediato leggere gli atti di convegni, gli articoli di ricerca, e raccontarne gli aspetti di interesse al grande pubblico, senza mai indulgere alla facile strada della semplificazione.

E’ un ruolo necessario perché in assenza di anticorpi culturali la deriva del nostro paese può diventare estremamente preoccupante. Avevamo raccontato la ricerca IPSOS-Mori sul profilo  dell’intollerante medio, di bassa istruzione, basso reddito. E i recentissimi fatti dell’uccisione di Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano, che hanno portato all’arresto di Amedeo Mancini, personaggio noto nell’ambiente di Fermo che collima in modo perfetto con il profilo “a rischio” tracciato dalla ricerca IPSOS-Mori, fanno assumere a tutta questa storia l’aspetto di una tragedia annunciata.

L’uso strategico dell’immigrazione per ottenere consenso è, mai come in questi giorni, una pericolosissima arma a doppio taglio. Se da un lato è efficiente, senza dubbio, nell’ottenere consensi, dall’altro porta a fenomeni di endemizzazione della xenofobia di impatto non trascurabile.

Il voto che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Euro ha dimostrato come il fenomeno della xenofobia sia sicuramente da tenere sott’occhio. In questo video The Guardian pubblica l’inizativa di una donna inglese volta a rassicurare gli immigrati (tra cui ci siamo noi italiani, è bene ricordarlo). Una spilletta, solo una spilletta, che indossa chi vuole comunicare agli altri che non nutre sentimenti di intolleranza e, quindi, che può essere avvicinato con fiducia.

Una iniziativa in linea di principio lodevole e che non può che riscuotere plausi, si direbbe, eppure uno sguardo ai social network fa capire come i commenti delle persone comuni siano ormai intrisi di un misto di paura, violenza e indubbio razzismo. Ma il vero problema è che è la nostra stessa comunità che sembra non rendersi conto di essere di fronte alla xenofobia.

striscioneinfernetto

Non è una sorpresa che un clima di intolleranza sempre crescente, dove le scritte xenofobe per le strade di tutta Italia sono ormai la normalità, non possa che portare ad una escalation dai contorni davvero foschi. Il nocciolo del problema è sempre lo stesso: nonostante l’immigrazione nel nostro paese sia solo al 7%, tra le più basse di tutta Europa, è sempre più forte la percezione di una invasione.

Invasione inesistente, ma in un clima del genere l’identikit tracciato dalle ricerche sociali, pubblicate ma che non trovano spazio nei media convenzionali, non può essere ignorato.

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2 risposte a Italia: è escalation xenofoba ?

  1. Ponzio Pilato scrive:

    Siete patetici con quella faccenda dell’analfabetismo funzionale. Siete patetici e, oltre che antidemocratici e disinformati sui numeri (poi ci presentate voi coloro che hanno censito i clandestini?), analfabeti politicamente, assolutamente ignari di quel che rappresenta oggi e ha rappresentato ieri e ancora rappresenterà domani la xenofobia per il popolo. Perché delle due l’una: o appartenete all’élite multilingue, multireligiosa e multietnica destinata a governare le future plebi (e non più popoli) mischiate tra di loro e in perenne conflitto per le ragioni che voi stessi, senza rendervene conto, spiegate, oppure siete soltanto dei fessi che pontificano dal basso della loro stoltezza. Quanto al razzismo, avete indubbiamente molto da imparare in materia: non sapreste neanche darne una definizione corretta. Infine, informatevi bene sulle dinamiche della morte del signore nigeriano: se il fesso razzista italiano ha insultato per primo, per primo ha risposto con la violenza il nigeriano, e sua moglie è stata costretta a ritrattare la prima deposizione. Voi parlate perché avete la lingua, o meglio scrivete perché avete le falangi. Trascuro il fatto del business in atto su questa e sull’altra sponda, e non illudetevi che giornali e tv vi dicano che le navi italiane si spingono fino a 8 miglia dalla costa libica per “salvare” i “migranti”. Come “analfabeti funzionali” (termine ridicolo) non siete poi così male.

    • LidiMatematici scrive:

      Insulti (e velate minacce) a parte, se avesse letto l’articolo saprebbe che i dati sono fonte ISTAT. E,quindi, certificati. Sempre se avesse letto, saprebbe inoltre che il termine “analfabetismo funzionale” è di Tullio De Mauro, difficile bollarlo come “ridicolo”, a meno di non sapere chi sia De Mauro, e rientrare quindi – e in pieno- nella definizione.

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