Da Roma Antica ad oggi la Befana è ancora gagliarda e forte!

In molte famiglie, compresa la mia, Babbo Natale non portava doni: era la Befana ad essere al centro dell’attenzione dei bambini nella notte tra il cinque ed il sei gennaio.

La Befana è un culto pagano a tutti gli effetti che non ha avuto la stessa fortuna del suo compagno paffuto, San Nicola, portatore di doni “ufficiale” delle culture che ne hanno assorbito il mito. Una costante antropologica dei paesei cattolici, che hanno assorbito e ricodificato i riti pagani del dio Mitra e della Sol Invictus, ovvero del solstizio di inverno all’origine della natività di Cristo che, appunto, si colloca convenzionalmente al 25 dicembre.

La Befana, soprattutto nella zona di Roma e dintorni è stata un rito talmente vivo da scalzare, come è stato anche il caso della mia famiglia, quello di Babbo Natale, soppiantandolo completamente.

Le origini della Befana sono antiche e risalgono all’antica Roma, quando in corrispondenza del periodo successivo al capodanno, a propiziare i raccolti dei campi provvedevano delle figure di donna che svolazzando su di essi e li rendevano fertili. La loro magia era foriera di prosperità e ricchezza, un mito riealborato successivamente dalla figura dei Re Magi che, proprio il 6 gennaio, arrivano da Gesù Bambino e portano, appunto, doni.

E’ interessante notare che il medioevo fu un momento terribile per i riti pagani, che furono combattuti in modo aspro dalla Chiesa. Nonostante ciò la Befana è perdurata nella cultura popolare, arrivando fino a noi tenuta in vita dalla cultura quotidiana.

A fare da cornice al mito della Befana è stata sicuramente la povertà della famiglia media, che si rifletteva necessariamente nei semplici doni che portava la Befana nella sua calza: qualche dolce, raramente alcuni giochi costruiti a mano con il legno o mezzi di fortuna.

Non va dimenticata, sotto questa luce, la Befana Fascista introdotta sotto Mussolini quando le famiglie più abbienti, commercianti e professionisti, raccoglievano fondi e doni da destinare alle famiglie più povere. Una letterle invenzione dell’allora Segretario del Partito Nazionale Fascista, Augusto Turati.

Sulla scia di questa usanza le aziende sia pubbliche (ad es. Ministero della Difesa) che private (ad es. Enel), fino a prima della privatizzazione davano alla possibilità ai dipendenti di scegliere un piccolo dono per i propri bambini.

Ancora oggi la Befana è celebrata nelle piazze di molte città, Roma in testa ma anche Milano e Napoli e in molti altri posti, con stand di dolci e spettacoli a tema.

Da LidiMatematici, che nel frattempo ha superato la soglia dei sette milioni di pageview, un caro augurio di un magnifico 2019.

Share
Questa voce è stata pubblicata in scienze umane. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *