Paypal blocca i conti con la scusa della legge antimafia

paypalscamQuante volte avete ricevuto l’ennesima mail che vi avvisa del blocco del conto corrente, della carta di credito o di Paypal? Tante, troppe. Ed è sempre stato spam. E’ così che, mentre me ne sto bel bello in vacanza, il 30 luglio scorso ricevo l’ennesima mail che mi avvisa della limitazione del conto Paypal, solo che – stavolta – è tutto vero.

Paypal è un istituto di credito online che opera al pari delle banche convenzionali ed è tenuto ad ottemperare alla legge europea in materia di antiriciclaggio. Questa legge stabilisce che al superamento della quota di 2500€, l’intestatario del conto è tenuto a fornire ulteriori informazioni che attestino la propria identità.

E’ stata la stessa legge, in vigore già da tempo ma attivata operativamente dal 2014, che aveva portato la mia banca convenzionale a convocarmi per richiedermi semplicemente un documento di identificazione. La banca è infatti tenuta ad accertarsi della mia effettiva identità, per essere sicura che io non sia mafioso. Sapete com’è, con 2500€ un padre di famiglia diventa automaticamente in odore di mafia ed è pieno zeppo di mafiosi che usano Paypal, ma tralasciamo le polemiche ed andiamo avanti.

Il punto cruciale è che mentre la banca ordinaria si guarda bene dal bloccare il conto corrente, altrimenti non potrei più mangiare io e la mia famiglia, Paypal opera proprio al contrario: prima blocca il conto, nel senso che impedisce qualsiasi prelievo di denaro, e poi richiede informazioni.

E qui, come prevedibile, inizia il calvario. Mi collego al sito di Paypal, di cui sono utente storico da quasi 10 anni, e scopro che devo, per l’ennesima volta, confermare la carta di credito. La stessa carta che uso da sempre. Scopo della conferma è di far si che io riceva, nell’estratto conto della carta di credito, un codice di quattro cifre da imputare online e così certificare la mia identità. Questo codice appare nella descrizione di un pagamento di poco più di un euro, rimborsato succesivamente sul conto Paypal. In pratica, per accertarsi della mia identità mi fanno spendere denaro. Denaro che poi viene rimborsato, sia chiaro, ma comunque si procede ad un esborso, con il prevedibile guadagno di tutte le parti coinvolte.

L’idea dei geni di Paypal è questa: prima ti faccio pagare, così nell’estratto conto intestato nominativamente a te appare un codice che devi usare per confermare la tua identità attraverso il sito Paypal. E qui viene il bello, perché il pagamento, prima di apparire nell’estratto conto online, impiega 2-3 giorni lavorativi. Intanto, si badi bene, il conto resta bloccato e se non disponete di un estratto conto online, dovete addirittura attendere il ciclo successivo di fatturazione per ricevere il codice. Vale a dire attendere circa un mese la ricezione dell’estratto conto attraverso la posta ordinaria. Con il conto sempre, ovviamente, bloccato.

Per fortuna ho un estratto conto online, quindi devo attendere “solo” tre giorni (!), trovo ‘sto benedetto codice ed accedo alla pagina di gestione delle pratiche. Tutto a posto, direte voi. E invece neanche per sogno. Si, perché la simpatica interfaccia utente mi richiede un ulteriore documento: la carta d’identità in copia fronte retro. Per fortuna ne dispongo una copia elettronica, e la invio. Altrimenti sarei restato altri giorni con il conto bloccato. E qui la divertente sorpresa: il sistema risponde che entro 10 giorni lavorativi un team di specialisti si occuperà della validazione della pratica.

Certo, la prospettiva di stare due settimane a conto bloccato non è certo incoraggiante, meno male che Paypal si muove dopo “solo” un altro giorno e mi manda un ulteriore messaggio, richiedendo un “documento di conferma indirizzo”, che può essere una bolletta della luce, gas o altro che attesti l’effettivo indirizzo di residenza. E la mail di ulteriore richiesta arriva a tarda serata del 3 agosto. E, nel frattempo, si chiude il quinto giorno di sequestri del conto paypal. Infuriato, trovo due bollette, una del gas, l’altra del telefono ed invio tutto a mezzanotte.

Al sesto giorno di prigionia, finalmente, il conto Paypal viene ripristinato alla normale funzionalità. Notate la finezza di richiedere le informazioni una alla volta, in modo da ritardare al massimo il ripristino del conto. Perché non chiederle tutte insieme e, soprattutto, senza bloccare il conto? Ma la beffa deve ancora arrivare: il giorno dopo mi viene anche inviato un questionario sul gradimento dell’intera operazione.

A questo punto telefono al customer care Paypal letteralmente su tutte le furie, e dopo una telefonata di fuoco alla De Falco – Schettino, pretendo una azione di retention, visto che sono cliente da lunghissimo tempo. Dico chiaramente che temo che Paypal possa ripetere il sequestro arbitrario del conto, come già accaduto, e ribadisco che provvederò a prelevare tutto.

Ed e qui che il gioco di Paypal si capisce: una volta ripristinato il conto, innumerevoli utenti, come me, avranno prelevato tutto e, alla tariffa del 4%, potete immaginare quali sterminati profitti avrà realizzato Paypal. L’operatore, investito dalla mia furia, si spertica in inutili promesse che sarei stato contattato da un operatore, per parlare di indennizzo.

Li avete sentiti, voi? Ecco, neanche io.

Attenzione, quindi, ad usare Paypal, è un mezzo inaffidabile e potenzialmente può crearvi danni economici ingenti. Il mio conto è stato sequestrato per “solo” 6 giorni, ma se avessero deciso di chiudere il conto unilaterlamente, non avrei potuto far nulla.

Fate girare!

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12 risposte a Paypal blocca i conti con la scusa della legge antimafia

  1. MICHELE scrive:

    ATTENZIONE ANCHE A COLLEGARE IL CONTO CORRENTE: Paypal invita a collegare il conto corrente per verificare l’identità: quello che non dicono è che così facendo li autorizzi a prelevare dal tuo conto corrente – senza che sia necessaria la tua autorizzazione – le cifre che spendi. Il bello è che potenzialmente, se vendi qualcosa ed hai una contestazione – potresti ritrovarti con il conto corrente bancario bloccato da Paypal fino al termine della contestazione.
    Il bello è che sarai informato di questo NON al momento di confermare il conto, ma solamente dopo, quando riceverai una mail dove ti dicono che li hai autorizzati ad effettuare bonifici SEPA sul tuo conto.
    OCCHIO

    • francesco scrive:

      OK, però c’è da dire che oggi come oggi è molto più sicuro un conto paypal che un conto tradizionale in una banca qualsiasi italiana, non ve lo dicono ma prima o poi troveremo la banca chiusa e il pin del bancomat o carta di credito non valide. Paypal viene gestita si dalle leggi e regole europee ma non potrà mai chiuderti un conto corrente gestito in Lussemburgo. Informati. A marzo 2015 l’italia non ci sarà più grazie ai nostri politici e a voi che li avete votati….ciao e auguri.

  2. Salvatore scrive:

    Salve

    io mi ritrovo il conto bloccato da ormai 5 mesi con quasi 800 euro sul conto aziendale. Ho chiamato paypal e dopo 8 anni di conto mi sento dire:
    Ma lei Termini e condizioni non lo ha letto? ovviamente no.

    Ho vari siti e quindi per ordine ho creato un conto per ogni sito. Peccato che questo non si possa fare e lo vengo a sapere solo dopo 3 mesi. Adesso devo attendere 180 giorni per lo sblocco del denaro. MA COSA PIU’ GRAVE è che sono stato bannato da paypal. Di tutti i conti mi hanno bloccato anche quello aziendale. Parlando con un operatore, spiegando che mi possono portare al fallimento, lui se ne è fregato. Ha solo detto che sono stato bannato e non potrò più usare paypal. Ma come è possibile tutto questo? a chi mi posso rivolgere? io vorrei intentare una causa ed andare direttamente da loro con altri utenti danneggiati perchè queste azioni sono ben peggiori di un colpo in testa.

  3. SERGIO scrive:

    Anche io ho subito lo stesso blocco autoritario e arbitrario da parte di paypal.
    Devo dire che alla fine della trafila, in cui mi sono trovato in balia del servizio assistenza di Paypal (che non brilla certo per correttezza), ho capito che non mi devo più fidare ciecamente di questo sistema che con la scusa della semplicità di utilizzo si permette arbitrariamente di bloccare soldi miei e impormi una procedura che non esiterei a definire da KGB degli anni ’70.

  4. Manuela scrive:

    Anche io mi ritrovo con il conto bloccato ormai da mesi. Dopo aver mandato tutti i documenti che mi richiedevano (ogni volta c’era qualcosa che non andava) e dopo aver chiamato telefonicamente e aver seguito alla lettera tutte le procedure, mi ritrovo con il conto ancora bloccato e loro che non rispondono più nè alle mail nè alle telefonate (i cui costi non sono proprio economici!) Non so più cosa fare!!!

    • Pao scrive:

      Idem anche per me. Non solo mi hanno bloccato per i soliti 180 giorni, ma in più mi hanno scritto che non vogliono avere più niente a che fare con me in quanto cliente potenzilamente truffaldino e pericoloso per le LORO finanze.
      Vendo su ebay tramite negozio, non ho mai dovuto rendere soldi, feedback tutti positivi, clienti soddisfatti. Mi sono sentita veramente offesa ed ho intenzione di denurciarli, sapete dirmi a chi posso rivolgermi?(oltre ad un legale naturalmente)
      Grazie a tutti anticipatamente.

  5. El-Viaj scrive:

    Mi avete fat cag**e adosso, Paypal mi ha appena chiesto di inviare documento d’identità’ e conferma indirizzo perché sto per superare la soglia dei 2500 euro! non posso confermare l’indirizzo perché non abito più li…

  6. stef scrive:

    a me anni fa bloccarono un account con associata postepay per un mero errore forse dovuto alla mia compilazione di qualche modulo, non ricordo bene. Non riuscii più a ripristinare la cosa e lo stesso accadde a mio fratello.
    e dire che gli acquisti che volevamo fare erano roba da 25 euro, mi sembra per un antivirus o roba simile.
    In pratica iomio fratello riuscì ad usarlo una volta ed io mai

  7. Alex scrive:

    Successo anche a me… questa è la macchina del potere…i poveretti subiranno sempre…..non è un fatto nuovo.
    La soluzione più ovvia è quella di rendere col passaparola pan per focaccia fino a quando sarà Paypal a non aver più nemmeno un deposito cliente. Il tempo paga, nel bene o nel male….ripaga tutti. Ciò che semini…. raccoglierai.
    Paypal raccoglierà ciò che ha seminato è solo questione di tempo.

  8. Gianni scrive:

    Mah! Possiedo un conto in Germania, in una banca tedesca, quando devo fare degli accrediti sul conto in Germania ci vuole la firma di un Notaio.
    E la normativa antiriciclaggio, l’attività di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo è regolata dal: d.lgs. n.231/2007.
    Non vi dovete lamentarvi con Paypal, Paypal ci perde, non ci guadagna con il vostro conto bloccato, deve rispettare le normative in vigore in Europa, altrimenti so mazzate.
    Saluti.

  9. Giannino scrive:

    Pure il mio e stato bloccato per avere superato la soglia dei 2500 euro.
    Il mio conto Paypal e stato bloccato solo un giorno lavorativo.
    Dopo avere inviato i documenti richiesti online, dopo una telefonata al loro numero, dopo avere digitato il codice fornito da Paypal per il contatto telefonico, un loro operatore dopo essersi assicurato che la persona al telefono fosse il titolare del conto, avere risposto alle sue domande sulla mia identità, con accettazione che la telefonata sia registrata, il mio conto è stato sbloccato in un minuto.
    La legge prevede cosi.

  10. tiziana scrive:

    il mio conto è stato bloccato, senza nemmeno inviarmi una mail, per l’ennesima verifica delle carte, gia’ verificate. Gia’ perchè io gia’ avrei un conto verificato a suo tempo, ovvero un anno fa’. Ed ora cosa vogliono? sento puzza di chiusura ingiustificata.

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